COMUNICATO DELL'ARS SULLA SCUOLA

comunicato ARS scuola

QUIZ INVALSI: UN’IDEOLOGIA DESTABILIZZANTE E COSTOSA

Il modello di scuola in cui l’ARS si riconosce è quello espresso dalla Costituzione del 1948. Muovendo dall’assunto che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art. 33), la scuola della Repubblica si pone l’obiettivo di aiutare ogni studente a sviluppare autonomamente la propria personalità attraverso il dialogo, il dubbio metodico e il confronto critico delle idee.

Le straordinarie energie creative messe in circolazione da allievi e insegnanti lasciati liberi di vivere in questo modo l’esperienza scolastica, rappresentano la base insostituibile per il progresso generale del Paese e permettono alla scuola di svolgere una funzione sociale di primaria importanza.

Ma non è questo il genere di istruzione gradito all’Unione Europea. Con il solito cinismo Bruxelles ha deciso che una scuola che educa alla libertà costituzionale non solo non è utile, ma è un lusso dannoso che non possiamo permetterci: per Bruxelles la scuola “di qualità” è quella che addestra bambini e adolescenti alla durezza del mercato del lavoro, alla precarietà, alla più spietata competizione.

L’”addestramento” avviene mediante la somministrazione di prove standardizzate spesso consistenti in quiz demenziali a crocette, che penalizzano inevitabilmente gli alunni più portati a riflettere e ad approfondire. Per affrontare questo tipo di test bastano (come è giusto che sia per chi dovrà cambiare lavoro molte volte nel corso della vita!) un’infarinatura generica, una preparazione superficiale perché acquisita con esercizi meccanici e ripetitivi, e le competenze flessibili frutto di un impoverimento della didattica che mortifica la curiosità intellettuale e le attitudini dello studente.

In Italia il sistema della valutazione scolastica, gestito dall’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo dell’istruzione), costa ai contribuenti almeno 14 milioni di euro all’anno. Le prove, di italiano e matematica, si tengono contemporaneamente in tutto il territorio nazionale e coinvolgono gli alunni di II e V elementare, III media (esame di Stato), II superiore. La scarsità di tempo a disposizione per rispondere alle numerose domande contenute nei quiz è spesso motivo di stress da prestazione per lo studente, sul quale grava la pressione psicologica di insegnanti e presidi. Gli uni e gli altri, infatti, sono consapevoli del fatto che i risultati dei test verranno interpretati come il voto, o meglio la quotazione sul mercato, riportato per quell’anno dall’istituto stesso.

Il principio per cui la lotta per la sopravvivenza sociale debba vedere realizzati solo i più adatti, principio al quale si ispirano le direttive europee in materia scolastica e la stessa ideologia di fondo dell’Unione Europea, spiega bene la ragione per la quale l’INVALSI esclude dall’elaborazione dei dati le prove degli allievi portatori di handicap, fatto che è superfluo commentare ulteriormente.

Gli effetti della libertà costituzionale di apprendere e di insegnare,

anche se molto concreti, non sono né quantificabili né misurabili.

È per questo che l’ARS, in previsione delle prove INVALSI che si svolgeranno il 6/7 maggio

(elementari) e il 13 maggio (superiori), INVITA I GENITORI A NON MANDARE A SCUOLA I PROPRI FIGLI E I DOCENTI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO indetto per l’occasione da alcune sigle sindacali.

La difesa della scuola pubblica e statale è una tappa obbligata nella lotta per la riconquista della sovranità.

CI LIBEREREMO!

 

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3 risposte

  1. Paola Masia ha detto:

    Finalmente trovo uno spazio per sfogare la rabbia e l’umiliazione che anche quest’anno ho provato con le somministrazioni delle prove invalsi.
    Basta!! Basta!! Mai più parteciperò e sarò complice di una porcheria tutta italiana.
    Ho trent’anni di servizio, ho sempre lavorato seriamente pensando che la scuola debba essere un luogo di principi di correttezza e trasparenza, invece per carità!! uno scandalo che parte dal ministero e si realizza in pieno in tutte le scuole del territorio nazionale.
    La somministrazione è una farsa: colleghe che aiutano i bambini, colleghe che dicono di scioperare ed entrano nelle classi di appartenenza di nascosto per gestire senza scrupolo il test sostituendosi ai bambini, colleghe che seguono le istruzioni del manuale senza capire cosa devono fare realmente e terrorizzano i bambini.
    Colleghe amiche che si aiutano:” Non ti preoccupare, ci sono io vedrai che andranno bene!!”. Colleghe “nemiche” :” Ci sono io nella sua classe vedrai che i suoi bambini siaranno i peggiori!”
    Inoltre le buste con i test portate e ritirate da insegnati che hanno le classi coinvolte nelle prove, rilevazione dei dati gestite dalle insegnanti di classe che beatamente aggiungono crocette o concludono le prove non finite. Posso raccontare all’infinito fatti che mi fanno stare male…male…male!!
    Ma quest’ anno ho scoperto il peggio del peggio: possono fare domanda di somministratore tutti gli insegnanti e quindi anche nelle classi campione entrano colleghi “nemici” e “amici”. Così insegnanti che hanno la loro classe coinvolta nelle prove, somministrano in altro istituto in classi con porte chiuse o aperte, con insegnanti di classi presenti…. tutto gestito in modo che i dati siano esattamente F-vALSI. Gli insegnati somministratori sono pagati (mi hanno detto 80 euro al giorno) e io che ha speso 500,00 euro per fotocopie perchè la scuola non aveva disponibilità economica per comprare il toner e aggiustare il fotocopiatore della scuola? E io che ho preparato i bambini con scrupolo, che già dall’alba iniziavo a cercare testi per organizzarli secondo il modello prove inF-valsi? e io che ho coinvolto i genitori spiegando che non potevo accettare che i bambini del NORD fossero più capaci dei nostri e che quindi dovevamo migliorare la situazione stimolando i bambini e supportandoli in questa fase di preparazione!! E io che ho impostato il lavoro dalla prima seguendo alcune indicazioni del modello invalsi!!
    E io che ho creduto che almeno per le classi campione le cose fossero fatte con criterio e quindi i dati fossero attendibili? E io che non ci credo PIU’ e mai più farò le prove in-Fvalsi….

  1. 5 Maggio 2014

    […] Ad invitare i genitori a boicottare i test sono anche altri: convinta che gli effetti della libertà costituzionale di apprendere e insegnare non siano né quantificabili né misurabili è l’Associazione riconquistare la sovranità (ARS), che per questo ha invitato i genitori ad impedire la somministrazione dei quiz e gli insegnanti ad aderire allo sci… […]

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