Lettera di Luca Cellini del Comitato Valdarno sostenibile e risposta di Stefano D'Andrea

Abbiamo ricevuto una lettera di Luca Cellini, fondatore e promotore del comitato Valdarno sostenibile, con la quale egli aderisce all’ARS. Pubblichiamo la lettera, con una nostra risposta, perché ci consente di portare l’attenzione dei simpatizzanti e dei curiosi su una clausola dell’atto costutivo dell’ARS e di spiegarne la ratio.

Ecco la breve lettera:

Ciao a tutti, sono Luca Cellini, fondatore e portavoce del comitato Valdarno sostenibile, colgo nelle vostre proposte e nelle vostre parole una profonda verità, che mi corrisponde come metodi e come sensibilità. Insieme ad altri siamo arrivati a voi durante le ricerche fatte su Internet perché da almeno 6 mesi stiamo pensando di mettere su un gruppo di lavoro per diffondere il tema e le questioni legate al ripristino del principio della nostra sovranità popolare.

Faremo di tutto per far si che almeno una persona dal Valdarno Fiorentino possa essere presente al prossimo incontro per gettare insieme le basi di questa fondamentale lotta per la liberazione e l’autodeterminazione dei popoli.
Nel frattempo do la mia adesione personale e l’adesione del comitato cittadino di Valdarno Sostenibile. 
Un abbraccio
 
Luca Cellini
Caro Luca,
intanto grazie.
Siamo davvero felici della corrispondenza di metodi e di sensibilità. E ci auguriamo che il maggior numero possibile degli aderenti a Valdarno sostenibile sia presente alla nostra assemblea nazionale.
Né abbiamo alcun dubbio che tutti gli associati dell’ARS condividono le sensibilità e i metodi di Valdarno sostenibile.
Se abbiamo deciso di pubblicare la tua lettera è perché essa di differenzia da altre che per fortuna riceviamo sempre più spesso e che si esauriscono in una semplice adesione individuale. Tu invece testimoni anche l’adesione del comitato cittadino Valdarno sostenibile.
Noi per ora consideriamo questa adesione collettiva come una testimonianza di simpatia e apprezzamento da parte di tutti i membri del Comitato. Insomma sappiamo di avere un gruppo di simpatizzanti. E ci auguriamo che tra breve tutti diventiate soci e militanti dell’ARS. Anzi, siamo disposti a venire da voi per un incontro, magari dopo lo svolgimento dell’assemblea nazionale.
Il comma 3° dell’art. 3 dell’Atto costitutivo dell’ARS prevede che “All’Associazione possono aderire soltanto persone fisiche“.
L’idea sottesa alla clausola è di evitare che l’ARS possa divenire un’associazione di associazioni. O addirittura un’associazione di persone e di associazioni.
Quando abbiamo scritto la clausola intendevamo riferirci ad altre associazioni o comitati nazionali, o aspiranti tali, che avessero per scopo la riconquista della sovranità.
L’ARS, infatti, non sotanto ha una teoria delle idee, ossia muove da un’analisi, ne valuta i risultati in forza di taluni criteri di giudizio e avanza delle proposte. Ha anche una teoria del metodo o teoria dell’azione, che in parte si evince dagli ultimi paragrafi del “Documento di Analisi e proposte”, in parte da “Il Progetto” e in parte è andata delinenandosi come fatto (che ci auguriamo) normativo, durante l’attività svolta dal giugno 2012. Rendere rigida l’azione politica, in ragione del fatto che si dovrebbero attendere (di diritto o di fatto) decisioni delle associazioni (ipoteticamente) socie dell’ARS, è parso un difetto o comunque un limite da evitare.
La ragione d’essere della clausola è appena intravedibile per associazioni locali, strettamente legate a un territorio. Sicché si potrebbe pensare di introdurre una precisazione o deroga in sede di Assemblea nazionale. Non so, però, se ne valga la pena. Una “doppia tessera”, tanto più nei casi ove non c’è alcun contrasto, sarebbe la soluzione alternativa, attualmente vigente (si veda il comma 4° dell’atto costitutivo, che però vorremmo modificare nel richiamo ai “partiti”, eliminando questa parola).
La soluzione che abbiamo adottato è forse più duttile. Perché, per esempio, consente ad alcuni membri di un comitato o associazione locale di aderire all’ars, siano essi minoranza o maggioranza. E persino quando sono larghissima maggioranza non sorgerebbero problemi rispetto alla esigua minoranza del comitato o associazione locale.
Tu che ne pensi? Anzi, voi cosa ne pensate? E cosa ne pensano, eventualmente, i lettori interessati al tema?
Aggiungo che noi non crediamo di voler fare tutto da soli. Tutt’altro. Abbiamo sempre detto e scritto di voler costituire soltanto  una frazione di una futura alleanza sovranista. Copio e incollo qui un brano di un mio articolo: “L’ARS si è posta l’obiettivo di costituire una frazione della futura alleanza patriottica. Vuole essere una di quelle cinque, sei o sette forze. Per questa ragione utilizza poco il web, dove ha alcune pagine, che sono essenzialmente una vetrina per attirare simpatizzanti e associati, e va costituendo sezioni o gruppi territoriali. Abbiamo iniziato ad ottobre e siamo già stati a Pescara, a Piacenza, a Bologna, a Bari, a San Vincenzo di Livorno e a Viareggio. Il 12 e il 13 gennaio saremo ad Alcamo e a Calatafimi Segesta, il 19 gennaio a Milano, il 26 a Taranto il 27 a Foggia e il 9 febbraio a Pistoia. E abbiamo in preparazione numerose conferenze-assemblee delle quali non abbiamo ancora fissato la data: a Firenze, ad Oristano, a Cagliari, a Genova, a Chioggia, a Cosenza, a Verona, a Velletri, a Tarquinia, a San Benedetto e in molti altri luoghi. In ogni città nella quale ci rechiamo intendiamo creare una sezione o un gruppo di militanti”. Soltanto che crediamo che l’alleanza debba avvenire tra gruppi o associazioni o movimenti che abbiano un radicamento non soltanto locale, che abbiano dimostrato di essere vitali e vivi, di saper crescere e quindi di esistere nella realtà e di non essere soltanto virtuali. L’articolo proseguiva così: ” Non avrebbe senso, invece, fondere oggi alcuni dei movimenti o alcune delle associazioni che stanno nascendo o sono appena nate. Sorgerebbero problemi organizzativi e subiremmo perdita di energie, anziché accrescimento delle medesime. Soprattutto, rischieremmo di doverci confrontare con gruppi totalmente virtuali, i quali pongono problemi e non sono in grado di offrire nulla. E noi stessi non abbiamo ancora dimostrato di non essere virtuali ma reali. Che ogni gruppo, associazione o movimento segua la sua strada. I gruppi che cresceranno e si radicheranno nelle contrade italiane, dimostreranno di possedere tutte e tre le armi essenziali: uomini, idee e organizzazione. I gruppi che non cresceranno, falliranno in un benemerito processo di selezione e non avranno altra scelta che aderire ad altri con idee simili ma magari con uomini e capacità organizzative migliori. Alla fine, i cinque, sei o sette gruppi che saranno emersi dal duro, naturale e benemerito processo selettivo, in mezz’ora troveranno l’accordo“.
Insomma, noi crediamo che l’unione debba avvenire soltanto tra brigate o al più tra brigate e battaglioni ma non tra plotoni della nuova resistenza. E abbiamo l’ambizione di riuscire a costuire una brigata. Ci auguriamo vivamente che tutti voi ci aiutate a costruire la brigata dell’ARS.  Organizzate una macchina per scendere e partecipare all’assemblea nazionale. Sono certo che diventeremo grandi amici. La militanza è comunanza.
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