PIERO VALERIO nel Comitato Direttivo dell'ARS

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2 Responses

  1. Piero Valerio says:

    Gentili membri del Comitato Direttivo,
    come già comunicato in forma privata a Stefano D’Andrea, ringrazio tutti e sono lusingato per la proposta che accetto volentieri sperando di fornire il mio umile e modesto contributo alla buona riuscita del nostro progetto sovranista.
    Con tutti i limiti di tempo e di spazio che ciò comporta (vivendo a Palermo, la distanza purtroppo non mi consentirà spesso di garantire la mia presenza fisica alle riunioni…ma per fortuna la tecnologia accorcia le distanze!), garantisco fin da adesso tutto l’entusiasmo e l’impegno richiesti dal ruolo. Rinnovando di nuovo i ringraziamenti per l’incarico e per le belle parole spese nei miei confronti, spero di potervi conoscere, rivedere e ringraziare presto personalmente a Pescara.

    A presto

    Piero Valerio

  2. marco marino says:

    Dialogando con Piero Valerio, mi sono sentito un novello Stalin quando dopo la morte di Lenin i russi si affidarono a lui che affermava l’idea di una costruzione del socialismo in maniera pacifica in un sol paese, l’URSS, piuttosto che affidarsi all’utopista Trotsky, sopranominato la penna per la sua bravura nello scrivere, che propugnava una rivoluzione permanente da esportare in tutto il mondo che spaventava i russi già provati dalla terribile guerra civile della rivoluzione.
    Era Stalin che poteva perdere in quanto semplice grigio uomo di partito elogiato da Lenin, il quale era uomo di pensiero e d’azione diversamente da Marx semplice intellettuale, mentre Trotsky era l’eroe della rivoluzione, primo grande generale dell’Armata Rossa, che non poteva perdere cioè aveva tutto da perdere, ovverossia aveva tutto il popolo, oltre che l’esercito, la sua arte dello scrivere, la sinistra del partito, ma Stalin con la sua dialettica conquistò i russi stanchi di guerre e spaventati dalle guerre di una rivoluzione permanente nel mondo.
    Vi riporto ciò che ho detto in meno di due minuti, con la mia ferma convinzione che l’uscita dall’euro porterebbe ad una super-povertà con i conti degli italiani rovinati alla stessa maniera dei tedeschi nel 1919.
    Il 29 Maggio ho partecipato ad un dibattito organizzato dal M5 della mia città :Messina. C’è stato dibattito solo quando ho preso la parola io in quanto tutti i relatori erano per l’uscita dell’Italia dall’euro.
    Io non sono per lo status quo ,per l’euro alle attuali condizioni, un euro marco per le ancestrali paure dei tedeschi quando dopo la prima guerra mondiale nel ’19 compravano il pane con una banconota da cinque miliardi di marchi, ma per un euro flessibile come lo era il franco francese o come è il dollaro cioè in alcuni momenti storici forte per garantire le pensioni dei pensionati od il valore reale degli stipendi dei lavoratori ed anche le imprese nell’acquisto delle materie prime, mentre in altri periodi storici debole per favorire le esportazioni. La banca centrale europea non può emettere moneta per rendere debole l’euro e favorire le esportazioni perché i trattati attuali europei non lo consentono. Bisogna quindi nuovi trattati istitutivi europei o forse meglio una costituzione europea per favorire il controllo democratico della banca europea da parte di un governo democratico, che per me poco conta che sia un governo presidenziale all’americana od invece un governo che goda della fiducia del parlamento europeo come il governo europeo, ciò che conta per me è la necessità di affiancare al parlamento di Strasburgo un Senato all’Americana dove ogni stato ha lo stesso numero di senatori degli altri stati. In altre parole è giusto che la Germania, lo stato più popoloso abbia il maggior numero dei deputati al parlamento di Strasburgo mentre nel futuro Senato dovrebbe avere lo stesso numero dei senatori del Lussemburgo o di Malta così come la California , lo stato più popoloso degli Stati Uniti ha il maggior numero di deputati mentre ha lo stesso numero dei senatori del Mariland o Maryland ovverossia due come lo stato di New York, del Texas, della Florida e di tutti gli altri stati. In realtà la ripartizione del numero dei senatori è un grosso problema della nostra costituzione italiana del ’48. Perché il nostro presidente Einaudi osava dire impunemente che lo Stato doveva favorire la ricostruzione al Nord, perché la Lombardia la regione più popolosa dell’Italia ha giustamente il maggior numero di deputati alla Camera dei deputati deve avere anche il maggior numero dei senatori al Senato, più della Calabria. Il perché è semplice; la nostra Costituzione fu votata dai partiti del Nord: il PCI di Palmiro Togliatti forte in Toscana, in Emilia, in Liguria, la DC del trentino Alcide De Gasperi, il PSI di Nenni fortissimo nelle città del Nord, il PLI di Enaudi, mentre le regioni del Sud erano rappresentate all’assemblea costituente dall’Uomo Qualunque di Giannino e dal Partito monarchico non conoscitore delle costituzioni repubblicane come quella americana.
    Il relatore non ha risposto ad una domanda di un astante quando fece il paragone con l’attuale crisi e quella del ’29: come si uscì dalla crisi del ’29. Io lo so con la guerra. Soluzione da me ripugnata! Io penso a Kennedy che rese unici economicamente parlando gli anni ’60 grazie alla conquista della Luna, ed oggi viviamo con le scoperte scientifiche degli anni’60 come internet. Oggi i cinesi vogliono andare sulla luna per l’elio 3. Andiamoci anche noi per uscire dalla crisi economica! Ma non certamente la piccola Italia, bensì un superstato federale democratico: L’Europa Unita.

    La crisi europea finirà ad ottobre dove è iniziata in Germania dove si vota ad autunno se la Merkel perderà le elezioni. Se la Merkel avesse aiutato la Grecia subito nel 2009 avrebbe evitato le speculazioni finanziare sull’Euro. Ma la Merkel pur di non perdere i voti degli elettori miopi tedeschi non ha fatto che negare aiuti alla Grecia. Perché i tedeschi devono pagare i debiti dei greci, degli spagnoli, dei portoghesi, degli italiani , e degli irlandesi.
    Ma se gli italiani, i greci, etc. sono poveri chi compra le auto tedesche? Infatti l’Opel ha messo in cassa integrazioni i propri operai e non assumendo i giovani diplomati tedeschi che speravano di entrare nell’Opel. La crisi è arrivata così in Germania. Gli economisti dicevano che la Merkel avrebbe portato la Germania in rovina.
    E’ una politicante diversa da Kohl che fece entrare l’Italia e la Grecia nell’euro pur sapendo di come fossero truccati i loro conti perché sapeva che se la Grecia fosse rimasta fuori i cantieri navali ateniesi avrebbero fatto concorrenza sleale a quelli di Amburgo per via della dracma più debole dell’euro.
    Come ha ricordato lei stessa che a scuola nella Germania dell’Est aspettava la campana che suonasse durante l’ora di piscina, lei è una persona attendista non degna di essere un leader, come la tedesca Caterina la Grande zarina di tutte le Russie, che deve prendere sempre decisioni subito onde evitare che i problemi……
    Certamente non voglio essere uno Stalin che massacrò il suo popolo con le purghe ed i gulag ma avere la sua arte oratoria sicuramente si così come aver l’acume politico dei padri della costituzione americana secoli orsono capirono che al diritto degli stati più popolosi di avere più deputati vi doveva essere il correttivo di un senato nel quale ogni stato avrebbe dovuto lo stesso numero di senatori ciò 2 diversamente dai padri della nostra costituzione come il piemontese Scalfaro il cui partito, la DC, era fortissimo al Nord, Lombardia, Veneto, Piemonte, nelle campagne del Nord mentre nelle città nordiste primeggiavano i comunisti ed i socialisti ed il povero sud era rappresentato dai monarchici nel parlamento od assemblea costituente del’46 fino alle elezioni del ’48
    Avv. Marco Marino.

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