La storica svolta della Merkel

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Una risposta

  1. Gustavo Cecchini ha detto:

    Il problema di fondo è: nella piramide delle specie noi siamo quelli dominanti (almeno nella nostra era..i nuovi dinosauri..ma molto più piccoli). Uno dei dogmi della religione cattolica è quello che siamo stati fatti ad immagine e somiglianza del Creatore..ecco che allora nel nostro piccolo ci sentiamo autorizzati a considerarci quasi tali e quindi la natura deve essere a noi “strumentale”. In altre religioni non esiste o è molto relativo arrivando addirittura alla reincarnazione con un “animale”. Nelle “tribù” che ancora oggi cercano di sopravvivere la religione è ancora simbolica, spesso totemica e politeista e la natura per loro è la vita e la loro cultura è come diremmo noi “evoluti” quella della sostenibilità, cioè quella di permettere alle loro generazioni future la possibilità di godere delle stesse risorse e opportunità. In questo modo riescono ad essere vincenti nella ricerca dell’equilibrio locale dell’ecologia umana, cioè fra l’uomo e i suoi manufatti e la natura con le sue risorse. Il ciclo produzione-consumo sempre crescente e diversificato per la necessità di misurare un Pil anch’esso obbligato a crescere per una misura del “benessere”, che però ad un certo punto non può essere uguale per tutti. L’aumento demografico soprattutto dei popoli in via di sviluppo complica ulteriormente il quadro globale. Se fossimo in un’isola si potrebbe dire che la crescita della popolazione in breve tempo provocherebbe la crisi delle risorse naturali e quindi per la sopravvivenza e la necessità di “sicurezza” l’accaparramento delle rimanenti risorse da parte di una èlite dominante anche con la “forza” che quindi imporrebbe o giustificherebbe l’eliminazione degli altri e la schiavitù dei superstiti. Questo è già avvenuto nella storia anche attraverso le guerre oltre che delle carestie e della peste. Oggi l’uomo con le sue “tecnologie” è in grado anche di modificare alcuni elementi del ciclo naturale e al nostro interno profondo del Dna quindi potrebbe non avere più bisogno di grandi conflitti mondiali ma di “perturbazioni” locali anche di tipo ambientale, psicologico” e soprattutto economico-finanziario per modificare gli equilibri mondiali. Ovviamente all’interno della nostra specie dominante quella che sopravviverebbe del cosiddetto benessere diffuso sarebbe quella della concentrazione di capitale economico, finanziario e tecnologico che in complicità con diversi poteri politici potrebbe raggiungere, certo con maggiore dispendio di tempo e di costo, l’obiettivo di ricondurre indietro nello sviluppo parecchi popoli e quindi anche a una lenta riduzione del carico demografico sul pianeta. Ci potrà essere un’alternativa a queste possibili conseguenze? Sicuramente un’autosostenibilità che partisse da una presa di coscienza delle Comunità locali e anche una loro difesa d’identità collettiva e di coesione interna con l’acquisizione di specifici diritti di gestione autonoma e federata. Per rispondere poi a una svolta epocale in cui ci stiamo avviando nel nuovo secolo dovrebbe formarsi una nuova ideologia socio-economico-politica che dovrebbe permeare il nuovo “proletariato terziario” verso una nuova forma di “socialismo” per evitare che la reazione porti al bisogno di sicurezza e quindi ad una nuova forma di dittatura “psicologica”, economico-finanziaria e di interventi “a tecnologia avanzata” per distruzioni a piccole dosi con un “controllo” a strategia globale. Certo passare da un’Europa ad Euro unificato ad una Federazione di Stati ci permetterebbe intanto nel breve periodo di risolvere la grave crisi finanziaria di molte nazioni purtroppo “mediterranee” e la cosa dovrebbe farci riflettere. Ma occorrerebbe poi un’Europa democraticamente organizzata. Le Comunità locali potrebbero essere a livello maggiore le Macro-regioni europee federate??

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