Il futuro salariale in €uropa

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2 Risposte

  1. Barbara ha detto:

    Mini-Job: welfare tedesco e disinformazione italiana
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    Il deleterio modello tedesco e i luoghi comuni sul welfare. Risposta a Perazzoli
    La “controinformazione” italiana vuole smentire che in Germania i salari siano più alti che in Italia, e porta il caso dei Mini-Job. Ma non spiega che i Mini-Job sono lavori part-time, che si possono sommare al reddito minimo garantito, con affitto per la casa, riscaldamento e cure mediche, riduzione per i trasporti. Un caso di autolesionismo, o il bisogno di far tornare per forza i conti di un’interpretazione del tutto sbagliata del “modello europeo”?

    di Giovanni Perazzoli

    Secondo Alberto Bagnai, economista all’Università di Chieti, quello degli alti salari tedeschi è un luogo comune da sfatare. In una recente intervista per Il Fatto Quotidiano ci informa che “in Germania non ci sono solo gli operai strutturati e non c’è solo la Volkswagen: c’è anche sotto-occupazione, ci sono i mini-job”. Articoli analoghi si leggono su Keynesblog e in altri siti.

    Mi chiedo perché non si aggiunge mai il resto. Ovvero, che i Mini-Job sono lavori part-time da 400 euro al mese netti rivolti per principio agli studenti, e che – attenzione – si possono sommare a Hartz IV, il reddito minimo garantito tedesco. Nella formula base del reddito minimo garantito questo significa aggiungere altri 360 euro al mese e in più c’è l’affitto pagato per l’alloggio (!), le cure mediche, i soldi per il riscaldamento (!) e una riduzione per i trasporti. Il netto percepito dalla somma arriva a 560 euro al mese. Ognuno comprende il significato del fatto che l’affitto dell’alloggio non pesi sul reddito. E parliamo comunque della base del sussidio: poi per ogni eventuale figlio debbono essere calcolati altri 250 euro circa.
    continua qui
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

    dato che in Germania esiste il reddito di cittadinanza, nessuno farebbe obiezioni alla sua introduzione in Italia dato che è perfino raccomandato dalla Ue, MA PERCHE’ I POLITICI ITALIANI NON LO FANNO????
    Si certo, è colpa della Germania….

  2. Lorenzo D'Onofrio ha detto:

    Cara Barbara,
    va detto che le criticità del modello tedesco sono ormai riconosciute nella stessa Germania, per gli effetti sociali che la precarizzazizione di massa ha generato, aumentando le disuguaglianze e distruggendo le prospettive di crescita personale dei c.d. sussidiati.
    Il modello del mini-job, peraltro, costituisce una sostanziale legalizzazione del lavoro nero ed è stato finanziato con spesa pubblica, che ha portato la Germania a sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil, in violazione quindi dei Trattati.
    Gli effetti negativi di questo modello per l’economia tedesca, inoltre, si stanno manifestando proprio adesso, per effetto del crollo della domanda proveniente dai paesi europei, non compensato dalla domanda interna, da sempre repressa, per cui sembra che la Germania si sia fermata.

    Restano infine due considerazioni:
    – la prima è che i problemi del nostro Paese non nascono dalla Germania, ma da una classe politica inetta, corrotta e soprattutto esterofila, che ci ha portato ad accettare la demolizione del modello economico sociale costituzionale, per inseguire un progetto europeo che, in realtà, era il paradiso del grande capitale internazionale;
    – la seconda è che presupposto imprescindibile del modello europeo è la deflazione salariale, cioè una competizione al ribasso sulla pelle dei lavoratori, alla quale dobbiamo in ogni modo opporci, per costruire un’alternativa che ponga al primo posto la tutela dei diritti sociali, lavoro in primis.

    Qui trovi la nostra proposta sul lavoro http://www.riconquistarelasovranita.it/teoria/documento-su-lavoro-e-previdenza-sociale-approvato-dallassemblea-nazionale-dellars-16-giugno-2013
    Nella sezione documenti trovi tutte le nostre proposte.

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