STATI UNITI D'EUROPA, IL PREZZO DI UN SOGNO

La nostra Europa di Edgar Morin e Mauro Ceruti, libretto utopico-apologetico da poco uscito presso Raffaello Cortina, è il manifesto di una fede. Interamente laica, lucida e critica fino a un certo punto, ma pur sempre una fede: l’europeismo.

Gli autori considerano il processo di unificazione del continente partito dopo la Seconda guerra mondiale come una benedizione che ha garantito pace e democrazia contro la furia distruttiva dei nazionalismi. Non accennanno, invece, al ruolo dell’imperialismo americano nella gestazione di un progetto politico il cui sbocco naturale consisterebbe nella federazione di Stati non più sovrani. Quest’ultima, costruita all’insegna dell’unità multipla – che, a mio avviso, valorizza le identità regionali a scapito di quelle nazionali –, dovrebbe ispirarsi, per citare soltanto uno dei molti desiderata espressi da Morin e Ceruti, al New Deal rooseveltiano.

Gli Stati Uniti d’Europa, dunque: come se non bastassero già quelli d’America a tormentare il genere umano…

“L’Europa sarà figlia dell’improbabile o non sarà”, è lo slogan vagamente ipnotico nel quale si riassume il senso di questo libro. E in effetti non esiste al mondo uno stato federale con le caratteristiche che presenta attualmente l’Unione Europea (4 milioni di kmq, 500 milioni di abitanti, 27 paesi membri, 23 lingue ufficiali). L’India (tre milioni di kmq, più di un miliardo di abitanti, 35 stati e territori, 24 lingue ufficiali) le è paragonabile per dimensioni, ma conta su almeno due potenti fattori di coesione: la religione, ancora molto sentita (l’80% della popolazione è induista), e la lingua (circa metà degli indiani è di madrelingua hindi-urdu).

E’ evidente che nelle condizioni odierne l’Europa federale non potrà mai vedere la luce: a meno che non vengano imposte un’unica pseudo-religione, per esempio la mistica dell’efficienza competitiva, e un’unica pseudo-lingua, per esempio l’euroenglish.

Disprezzare i sognatori e gli utopisti è meschino. Ma anche il sogno comporta una responsabilità, e gli autori non ci spiegano a quale prezzo intendono realizzare il loro.

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2 risposte

  1. durga ha detto:

    La pace in Europa dopo la II Guerra Mondiale e’ stata garantita prima dalla deterrenza nucleare tra le due superpotenze, l’America e l’URSS, e poi dal fatto che gli Stati europei in pratica non sono indipendenti, ma sono satelliti degli USA. E forse anche dal fatto che una guerra moderna in Europa e’ troppo costosa. L’ideale europeista non c’entra.

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