PERCHÉ CRITICHIAMO GLI ALTRI PARTITI, SOPRATTUTTO QUELLI CHE, SOTTO ALCUNI PROFILI, ACCOLGONO LE PROPOSTE SOVRANISTE

FSIdi Stefano D’Andrea

Fino a quando il FSI, o meglio una alleanza della quale sarà parte il FSI, non si candiderà, gli iscritti saranno liberi di votare chi vogliono, di non votare e di annullare. Nella attuale fase, nostro compito è quello di marcare nettamente le differenze tra noi e gli altri. Compito naturale e ovvio.
Che faceva la Lega quando sorse? E il M5S? Qualunque proposta politica nuova implica che quelle esistenti siano reputate insufficienti, troppo insufficienti per entrare e cercare di cambiarle. È dunque naturale che chi se ne fa portatore segnali le differenze, soprattutto con le forze politiche che, sotto uno o altro profilo, sembra che abbiano punti in comune.

Purtroppo, le persone che non vogliono costruire qualcosa di nuovo, magari perché non hanno fede o non hanno voglia di impegnarsi o hanno fretta, hanno spesso un atteggiamento OSTILE nei confronti di chi vuol creare qualcosa di nuovo; e rimproverano a coloro che tentano di costruire qualcosa di nuovo di attaccare i partiti esistenti reputati meno peggiori e che i nostri critici sostengono. Con noi si sono comportati così i militanti della sinistra radicale, quando la attaccavamo, poi la Syriza italiana, i sostenitori del M5S, di Podemos, ora della Lega.

Questo atteggiamento dei nostri critici, non soltanto si fonda sulla non volontà di impegnarsi a creare qualcosa di nuovo, ma difende l’esistente, nella forma del meno peggio. Stando ai nostri critici noi dovevamo tacere e metterci a disposizione dei vari meno peggio. È importante, invece, che essi capiscano una cosa: un movimento che, con capacità o meno, ha intenzione di creare una forza politica nuova, HA LA NECESSITÀ LOGICA DI EVIDENZIARE TUTTO CIÒ CHE DIFFERENZIA LA NUOVA PROPOSTA DALLE VECCHIE. Tutti hanno sempre fatto così, logicamente, naturalmente, ovviamente, giustamente. Chi appoggiava la Lega quando ancora non riusciva a candidarsi? Chi appoggiava il M5s nel 2008 quando esistevano i meet up e le liste degli amici di Beppe Grillo, ma ancora non riuscivano a candidarsi alle elezioni nazionali? NESSUNO. Cercate di capire che noi siano UNA PARTE. Voi sovranisti o semisovranisti critici nei nostri confronti, sostenendo un partito politico esistente, qualunque esso sia, siete UN’ALTRA PARTE. E infatti non ci darete una mano fino a quando non vi convincerete che la attuale vostra parte non serve.

Il nostro, dunque, non è un atteggiamento da PURISTI ma un atteggiamento che discende come corollario dalla convinzione che in Italia serva un partito sovranista nuovo e dalla volontà di iniziarlo a costruire.
Ora stiamo cominciando il nostro cammino e quando si comincia, come ho osservato sopra, è assolutamente necessario, logico,opportuno – e confermato da tutte le esperienze simili, riuscite o meno, in ogni tempo e luogo del mondo – marcare le differenze da chi già esiste, per motivare non milioni di persone al voto, bensì qualche centinaio alla militanza. Poi, quando saremo arrivati ad approdare in Parlamento e a parlare al Popolo, e soprattutto quando avremo raggiunto il massimo consenso che secondo l’analisi concreta della situazione concreta è pensabile si possa ottenere, sarà giusto e sacrosanto ricorrere a tutte le alleanze tattiche possibili. Tanto più che, se avremo costruito qualcosa di solido, resisteremo, egemonizzeremo, emergeremo, guideremo ed usciremo puliti anche da un bagno nella melma, che eventualmente sarà stato necessario fare. Questa è la politica.

Print Friendly, PDF & Email

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: