Mozione dei soci n° 2 (per il Congresso del 27 e 28 marzo 2021)

Mozione dei soci n° 2
D’Alessio – Bucelli – Contigiani

 

Mozione per istituire il Quadro di Raccordo Territoriale.

Col presente testo si sollecita e si dispone della piena attuazione di quanto previsto dalla delibera del Direttivo (Verbale n° 4 del 21/03/2019), in cui sono istituiti gli Uffici amministrativi, e se ne integrano in questo modo gli organi e le funzioni.

Il Quadro di Raccordo Territoriale ha il compito di agevolare la regolarità e la completezza della comunicazione tra il Direttivo e i gruppi locali.

Il Quadro di Raccordo Territoriale è un socio che viene nominato fra gli iscritti di ogni gruppo locale, secondo procedura deliberata dal Direttivo. Il gruppo locale ratifica la nomina, cui può opporre veto per non più di due volte. Il Quadro di Raccordo Territoriale è, di diritto, parte dell’Ufficio di comunicazione interna. Il numero dei Quadri di Raccordo Territoriale è stabilito sulla base del numero delle regioni ad eccezione della Valle d’Aosta che si fonde con il Piemonte; del Molise che si fonde con l’Abruzzo; e della Basilicata che si fonde con la Puglia; raggiungendo il numero minimo obbligatorio di 17.

Ordinamento e funzioni dell’Ufficio di comunicazione interna.

L’Ufficio di comunicazione interna impiega i Quadri di Raccordo Territoriale per svolgere le seguenti funzioni:

a) assicurare la piena e completa diffusione sul territorio degli orientamenti sulle indicazioni strategiche del Direttivo, sia rispetto all’attuazione dello scopo di fase, sia rispetto alle maggiori questioni riguardanti la contingenza del contesto sociale e politico del Paese;

b) informare il Direttivo sulle attività del relativo gruppo;

c) porre quesiti o problemi di carattere ordinario e contingente. Viceversa, per quanto riguardo le proposte e le iniziative straordinarie di singoli soci o gruppi di soci si dovrà continuare ad usare il canale ufficiale della mail;

d) il Quadro di Raccordo Territoriale riporterà l’andamento della situazione del gruppo locale con una relazione ufficiale quadrimestrale, mentre, in ragione d’urgenza, i 2/3 dei Quadri potranno fare richiesta di convocazione di una riunione straordinaria, che tuttavia dovrà essere accolta dal Direttivo;

e) il numero dei membri del Direttivo che dovrà presenziare durante le consultazioni quadrimestrali dovrà essere di almeno due;

f) l’Ufficio di comunicazione interna non ha funzioni politiche né di rappresentanza della base, né è da considerare come luogo di dibattito, e rientra altresì in una mera funzione burocratica per il passaggio delle informazioni. L’Ufficio di comunicazione interna verrà inoltre presieduto da almeno 1 membro del Direttivo che lo potrà consultare a propria discrezione a prescindere dalle riunioni quadrimestrali.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA.

Soci proponenti:
1) Jacopo D’Alessio;
2) Samuele Bucelli;
3) Alessandra Contigiani.

Soci sostenitori:
4) Davide Iezzi;
5) Daniela Talarico;
6) Fabio Casse;
7) Gerarda Monaco;
8) Emilio Di Somma;
9) Damiano Leonardi;
10) Daniele Mattiuzzi;
11) Marco Maiella;
12) Davide Manini;
13) Luca Rapp;
14) Mauro Rapp;
15) Fiorenzo Alessio Sesia;
16) Giorgio D’Allio;
17) Mauro Esposito;
18) Sara Orlando;
19) Iacopo Biondi Bartolini;
20) Diego Muneghina;
21) Francesco Gori;
22) Maurizio Deidda;
23) Gionatan Buccioni;
24) Andrea Manetti;
25) Nino Di Cicco;
26) Federico Musso;
27) Guido Carlomagno;
28) Gilberto Trombetta;
29) Riccardo Benisio;
30) Giancarlo Antonelli;
31) Rosa Spadafora;
32) Cosmo Cutone;
33) Andrea Tumminelli.

 


 

Regolamento dell’Assemblea straordinaria del Fronte Sovranista Italiano del 27 e 28 marzo 2021

Il presente regolamento disciplina le modalità di svolgimento dell’Assemblea nazionale (Congresso) del Fronte Sovranista Italiano (FSI), che si terrà nei giorni 27 e 28 marzo 2021 in modalità telematica. Il Comitato Direttivo parteciperà riunito fisicamente in una medesima località.

*-*-*-*

Art. 1 – Ordine del giorno e disciplina dei lavori

1. Il Comitato Direttivo del FSI fissa il seguente ordine del giorno:

  1. modifica Atto Costitutivo e Statuto;
  2. mozioni;
  3. modifica documenti ufficiali;
  4. rinnovo cariche;
  5. approvazione del rendiconto.

2. La presidenza dell’Assemblea sarà assunta dal Presidente Stefano D’Andrea che, coadiuvato dal Segretario Lorenzo D’Onofrio, garantirà l’ordinamento svolgimento dei lavori ed il rispetto delle prescrizioni dello Statuto e del presente regolamento.

Art. 2 – Modifiche Atto Costitutivo e Statuto

1. L’Assemblea approverà le modifiche dell’Atto Costitutivo e Statuto del FSI con le maggioranze previste dallo Statuto stesso.

2. Il Comitato Direttivo pubblicherà entro il 25 febbraio 2021, sul sito ufficiale del FSI, le modifiche che intende sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, insieme a una relazione illustrativa delle relative motivazioni.

3. È consentita ai soci la proposizione di emendamenti, sia alle modifiche proposte dal Comitato Direttivo, sia per sostenere ulteriori modifiche.

4. Gli emendamenti andranno proposti mediante commento al post in cui verrà pubblicata la proposta di cui al comma 2. Saranno sottoposti all’Assemblea gli emendamenti presentati da almeno 15 soci (che l’autore del commento avrà cura di indicare sotto l’emendamento) o che comunque ricevano l’adesione complessiva di almeno 15 soci (le adesioni dovranno essere comunicate, dal socio proponente, con altro commento sotto quello contenente l’emendamento), entro il 20 marzo 2021.

5. Il Comitato Direttivo potrà riformulare le proposte di emendamento, senza stravolgerne il significato, al fine di coordinarle con il testo da emendare. In tale ipotesi, i soci proponenti e/o sostenitori dell’emendamento potranno chiedere che l’Assemblea sottoponga a votazione l’originaria formulazione.

6. Ogni emendamento sarà brevemente illustrato all’Assemblea da uno dei soci proponenti e/o sostenitori, che avrà a disposizione 10 minuti, con possibilità del Comitato Direttivo, tramite uno dei suoi membri, di replicare sempre nel tempo di 10 minuti. In ragione del numero, eventualmente elevato, degli emendamenti, il Presidente potrà ridurre il tempo a disposizione per sostenere e contrastare l’emendamento.

7. Gli altri soci che intendessero appoggiare o contrastare la proposta di emendamento non potranno intervenire, ma dovranno previamente segnalare i propri argomenti rispettivamente ai soci proponenti e/o sostenitori o al Comitato Direttivo.

Art. 3 – Mozioni

1. Saranno ammesse all’Assemblea le mozioni proposte e pubblicate sul sito ufficiale dal Comitato Direttivo entro il 16 marzo 2021, nonché quelle proposte da almeno 30 soci e inviate alla casella di posta elettronica del FSI (info@frontesovranista.it) entro la medesima data.

2. Le mozioni ammesse potranno essere illustrate all’Assemblea rispettivamente da un membro del Comitato Direttivo o da uno dei presentatori. Il Presidente, sulla base del numero delle mozioni e del tempo a disposizione, fisserà la durata massima per l’illustrazione.

3. La disciplina sugli emendamenti prevista nell’art. 2 con riferimento alle modifiche dell’Atto Costitutivo e Statuto si applica anche alle mozioni. I promotori di ciascuna mozione, laddove venisse approvato un emendamento tale da snaturarla, a maggioranza potranno decidere di ritirare la mozione evitandone la sottoposizione al voto dell’Assemblea.

Art. 4 – Documenti ufficiali

1. Potranno essere sottoposte all’Assemblea mozioni di modifica dei documenti ufficiali, secondo la disciplina prevista all’art. 3.

Art. 5 – Rinnovo cariche e approvazione del rendiconto

1. Successivamente all’approvazione delle mozioni si procederà al rinnovo delle cariche sociali e all’approvazione del rendiconto secondo le modalità indicate nello Statuto.

Art. 6 – Risultati delle votazioni

1. In ragione del fatto che il voto in Assemblea è pubblico, a conclusione di ogni votazione, a cura del Segretario, saranno pubblicati gli elenchi dei votanti con a fianco il voto da essi espresso. Gli elenchi saranno allegati al verbale dell’Assemblea.

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2 risposte

  1. Direttivo FSI ha detto:

    PARERE DEL COMITATO DIRETTIVO SULLA MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DEL “QUADRO DI RACCORDO TERRITORIALE”, proponenti soci D’ALESSIO-BUCELLI-CONTIGIANI.

    Il “Quadro di Raccordo Territoriale” proposto con la mozione avrebbe il compito di “agevolare la regolarità e la completezza della comunicazione tra il Direttivo e i gruppi locali”.
    Il Comitato Direttivo si impegna ad attuare la mozione, alle condizioni sotto indicate.

    ***

    Tutte le clausole, ben formulate, della mozione mostrano che si tratta di istituire un Ufficio e non un Organo.

    Il punto f) del secondo paragrafo prevede espressamente che “L’Ufficio di comunicazione interna non ha funzioni politiche né di rappresentanza della base, né è da considerare come luogo di dibattito, e rientra altresì in una mera funzione burocratica per il passaggio delle informazioni”.
    Questa clausola si presta a interpretare tutte le altre che dovessero essere sotto uno o altro profilo dubbie nel significato, anche se, a onore del vero, esse sono tutte molto chiare ed esprimono il concetto del punto f del secondo paragrafo.
    Sulla base di queste premesse, il Comitato Direttivo è totalmente d’accordo a realizzare una cinghia di trasmissione dai territori al Direttivo.
    Sotto l’altro profilo, dal Direttivo ai territori, il nostro Statuto, invero contiene una clausola iper-democratica che attribuisce ad ogni socio il diritto di sollevare questioni al Direttivo, che sulla istanza risponde pubblicamente, con delibera. Nessun socio se ne è mai avvalso. E ciò non può essere imputato al Direttivo. In ogni caso, non ci sembra che la costruzione di una cinghia di trasmissione stabile sia in contrasto con lo Statuto, visto che la clausola resta in vigore.
    Ciò che è importante è che il “Quadro di raccordo territoriale” non sia un mediatore o un sollecitatore. Se riceve comunicazioni dai territori le fa fluire verso l’alto. Se riceve comunicazioni dall’alto, le fa fluire verso il basso. Altrimenti non ha compiti da svolgere. Anche in “quesiti di carattere ordinario e contingente” (punto c), dovranno essere quelli essenziali e strettamente necessari, visto che non è pensabile che il Direttivo debba rispondere, ipotizziamo, in un quadrimestre, a tre quesiti, sia pure ordinari e contingenti, posti da ogni Quadro di Raccordo, perché il Direttivo non ha il tempo di rispondere, sia pure senza pensare, a 51 quesiti a quadrimestre.

    Il Direttivo respinge fermamente tante affermazioni contenute nella relazione di accompagnamento, che tra l’altro oltre a essere o infondate in fatto o non condivisibili quasi sempre non hanno nulla a che fare con la mozione proposta. Tuttavia, non ha alcun senso discutere di motivazioni che non si condividono, poste a fondamento di una mozione che si condivide.
    Le perplessità del direttivo, relativamente alla mozione, che è ciò che interessa, riguardano soltanto il carattere elettivo dell’ufficio. Le elezioni possono riguardare gli organi, o meglio i componenti di un organo. Invece disciplinare una elezione regionale del Quadro, che è mero latore di informazioni, senza che i candidati abbiano un programma o possano intendere il ruolo in modo diverso, ci sembra poco sensato. O forse privo di senso. Sul punto si tornerà.

    ***

    Tuttavia, come emergerà dalla Relazione del Presidente, noi, appena conclusa l’Assemblea, ci daremo una organizzazione territoriale diversa e nuova, che avrà come unità di base territoriale, non la regione o la città ma il collegio elettorale plurinominale, per la semplice ragione che le firme vanno raccolte al livello di collegio plurinominale, che il vincolo del 40% dei candidati di ogni sesso vale per il collegio plurinominale e così anche l’alternanza tra sessi nelle candidature. La Relazione del Presidente illustrerà anche perché dovremo tener conto dei collegi plurinominali della Camera e non di quelli del Senato.
    I collegi plurinominali talvolta coincidono con la regione. Tuttavia in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia, Lazio e Sicilia sono più di uno. Per recare due esempi, Roma Metropolitana ne ha tre e la Puglia quattro.
    Orbene, da un lato, alle riunioni di questi gruppi dei collegi plurinominali, che come si ascolterà nella relazione, dovranno essere svolte ogni 21 giorni, interverrà, una volta su due o su tre, un membro del Direttivo (i collegi plurinominali della Camera sono 48 e i membri del direttivo non possono svolgere 3-4 riunioni ogni 20 giorni con i gruppi locali; perciò i membri del direttivo interverranno una volta su due o su tre); dall’altro, tra gli uffici che ogni gruppo del collegio plurinominale dovrà costituire, c’è un segretario che scriverà una relazione al direttivo ogni quattro mesi. Il Direttivo poi, tramite un ufficio centrale da costituire, metterà insieme tutti i dati e formerà la relazione nazionale quadrimestrale, che sarà pubblica tra i soci e che indicherà esattamente la situazione collegio per collegio (plurinominale)
    Dunque, in primo luogo, non è sicuro che le esigenze poste a base della mozione si faranno ancora sentire, visto che la macchina che stiamo costruendo prevede un continuo rapporto tra centro e periferia; in secondo luogo, se anche si facessero sentire, resta dubbio che a una organizzazione territoriale a base di collegi plurinominale se ne debba sovrapporre una seconda a base regionale. Probabilmente, anzi sicuramente, sarebbe preferibile intervenire con una modifica dell’assetto basato sul collegio plurinominale.

    Pertanto il Comitato Direttivo,
    – si impegna davanti all’Assemblea ad attuare la mozione, su semplice richiesta della maggioranza dei tre soci proponenti, ma dopo che il sistema collegiale, che stiamo andando a creare, avrà funzionato per il primo quadrimestre (aprile-luglio), saranno state comunicate al Direttivo le relazioni dei Segretari dei gruppi dei collegi plurinominali (agosto) e il Direttivo avrà elaborato e comunicato a tutti i soci e i simpatizzanti la relazione nazionale (settembre);
    – chiede ai soci proponenti:

    a) di ritirare la mozione, in considerazione dell’impegno, testé indicato, che il Comitato Direttivo assume già con questa comunicazione e ribadirà pubblicamente in Assemblea e,

    b) nel frattempo, di pensare a una diversa forma di selezione del Quadro di raccordo territoriale, esclusa l’elezione, per l’ipotesi che a settembre persista la necessità di dar vita all’Ufficio proposto.

    ***

    Nell’ipotesi che i soci proponenti non ritirino la mozione, il Comitato Direttivo dà indicazione ai soci di votare in senso contrario, per due ragioni: in primo luogo per la convinzione che sia estremamente probabile che, creata l’organizzazione territoriale dei collegi plurinominali, l’Ufficio proposto risulti totalmente inutile; e in secondo luogo, perché le esigenze che eventualmente permarrebbero andrebbero soddisfatte al livello di collegio plurinominale.

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