DOCUMENTO SU LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE APPROVATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’ARS (16 GIUGNO 2013)

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14 Responses

  1. antonio alferi says:

    non sono in grado di poter intervenire sulle questioni tecniche.Pero' so che le varie riforme sono state fatte tutte,tranne due,da cialtroni al servizio del grande capitale finanziario.Poi se e' la crescita del P.I.L. a determinare l'entita' della pensione, occorre ricordare che le stime della ricaduta dei tagli sul pil sono drammaticamente sbagliate.Leggere il rapporto Blanchard presentato nel nov. scorso alla assemblea del F.M.I.di Tokio.Se poi vogliamo aggiungere tutto il signoraggio bancario percepito dall'I.N.P.S. grazie al 5% di azioni di Bankitalia viene fuori che e' di 2 volte e mezzo il presunto debito pubblico.E allora dicosa stiamo parlando?

  2. Safonte says:

    …diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente per il sostentamento del lavoratore e per la propria famiglia…

    L’art. 36 della C. non dice questo.

    Il lavoro a tempo determinato, che negli ultimi anni ha subito un processo di progressiva liberalizzazione conclusosi con la riforma Fornero, deve essere utilizzato nei soli casi di stagionalità o temporaneità del lavoro, ovvero come modalità iniziale di inserimento del lavoratore nell’impresa nei casi in cui non ricorrano le esigenze formative proprie del contratto di apprendistato.

    Nei soli casi di stagionalità o temporaneità può avere un senso, come modalità iniziale di inserimento è una proposta irricevibile perché non cambia nulla rispetto alla (pessima) situazione attuale.

    Confido in una revisione del testo.

    Safonte

  3. Safonte says:

    Il lavoro a tempo determinato, che negli ultimi anni ha subito un processo di progressiva liberalizzazione conclusosi con la riforma Fornero, deve essere utilizzato nei soli casi di stagionalità o temporaneità del lavoro, ovvero come modalità iniziale di inserimento del lavoratore nell’impresa nei casi in cui non ricorrano le esigenze formative proprie del contratto di apprendistato.

    Cioè o apprendistato, o tempo determinato. N.C.S. (non ci siamo).

    In ogni caso, i contratti a qualsiasi titolo “precari”, ivi compreso il rapporto di lavoro a tempo determinato, devono essere disincentivati mediante una maggiore imposizione fiscale e contributiva a carico del datore di lavoro, rispetto a quella applicabile al contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

    Questo mi sembra un po’ meglio. Più semplicemente i contratti precari dovrebbero essere aboliti (e non disincentivati). Il rapporto di lavoro a tempo determinato dovrebbe esistere solo in alcuni casi specifici e cioè, appunto, nei soli casi di stagionalità o temporaneità del lavoro. Senza dare piena attuazione agli artt. 1, 4, 36 della C. non si va da nessuna parte.

    Safonte

    • stefanodandrea says:

      Safonte,
      confesso che mi era sfuggito e credo fosse sfuggito a molti, se non a tutti o quasi, ciò che avevamo approvato. Firso un singolo lavoro a tempo determinato per ogni lavoratore, ossia una prima esperieza lavorativa è possibile prevederlo, sempre che si trovino interessi da tutelare. In ogni caso, il testo andrà rivisto.
      Grazie per la segnalazione.

  4. Lorenzo says:

    non sono d’accordo su un punto: il limite di 8 ore giornaliere è stato appunto introdotto quasi 100 anni fa, è quindi ora di diminuirlo ulteriormente, a 6 ore! Questo creerebbe la necessità di nuove assunzioni, ridurrebbe la disoccupazione e creerà una base molto più ampia di occupati che finanzierebbero le pensioni! Non ci sarebbe nessuna inflazione in quanto a crescere non saranno (nell’immediato) i salari ma il tempo libero, e i maggiori costi per le aziende sarebbero coperti da una diminuzione delle tasse (ottima sarebbe l’eliminazione dell’IVA), da una domanda maggiore a causa di più gente che lavora e della sostituzione dell’import (conseguenza dell’uscita dall’€uropa)

    • Ugo Mussi says:

      Sono pienamente d’accordo

    • Leda says:

      condivido!

    • Strato says:

      Lorenzo, purtroppo non sono le 8 ore o le 6 ore che impattano sulle assunzioni. Per esperienza e perché ne vedo tante, ti posso affermare che l’orario nei posti di lavoro è passato in secondo piano. Molte persone lavorano anche 12 ore al giorno senza straordinario e cosa più grave è che sono convinte che così facendo: “fanno carriera”. Il “padrone” che se vai via dopo le 8 ore di lavoro ti dice: che fai mezza giornata? Passando per un lavativo che non vuole lavorare. Questo è l’andazzo!!!! Purtroppo non ho soluzioni.

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